mutuo chirografarioMolto spesso la terminologia usata in ambito finanziario è estremamente tecnica, in quanto alcuni concetti non possono essere tradotti con parole di semplice comprensione, e sono inoltre presenti molti termini che derivano dall’ambito giuridico e la cui “traduzione” in linguaggio comune potrebbe essere fuorviante.
Impariamo quindi una delle definizioni che vediamo spesso nei fogli informativi delle banche, ovvero quella di mutuo chirografario.




Cominciamo a definire questo concetto spiegando che si tratta di una forma di finanziamento che non richiede garanzie: l’aggettivo chirografario, infatti, significa che viene assunta un’obbligazione per iscritto e viene firmata per garantirne l’autenticità e la validità.
Il concetto opposto a quello di mutuo chirografario è mutuo ipotecario: quest’ultimo pone infatti un diritto reale di garanzia su beni, che siano immobili oppure mobili, registrati. Il mutuo ipotecario, in virtù della garanzia che offre, permette di richiedere importi di denaro molto consistenti.
Al contrario, abbiamo visto che il mutuo chirografario non richiede alcuna garanzia: per questo motivo, il finanziamento che ci verrà erogato in questo caso sarà caratterizzato da importi più ridotti, generalmente non maggiori di 30.000 euro, e da periodi di rimborso abbastanza brevi.
Viene richiesto quando l’iscrizione di un’ipoteca sull’immobile non è conveniente in termini economici (spesso infatti è un’operazione molto costosa), nella maggior parte dei casi per operazioni di costruzione o ristrutturazione.