
L’indice Euribor, o tasso interbancario di offerta in euro, continua il suo trend al ribasso iniziato a partire da agosto.
L’Euribor è il parametro che determina gli interessi sulla base dei quali le banche prestano soldi per i mutui a tasso variabile: questa diminuzione progressiva è quindi un buon segnale per chi ha scelto un finanziamento di questo tipo. Che cosa comporta in concreto una diminuzione dell’Euribor?
Nelle rate mensili di un mutuo a tasso variabile, il risparmio è minimo, in quanto ammonta a poche decine di euro al massimo. Questo calo è però importante in quanto segnala che il precedente aumento dei tassi, iniziato a marzo 2010, si è definitivamente arrestato e si stanno quindi verificando le previsioni positive favorevoli ai consumatori.
Il calo dell’Euribor è stato determinato in larga parte dal fatto che gli operatori del mercato finanziario hanno realizzato l’incertezza che, tuttora, domina le attività in questo campo.
Il mondo della finanza ha infatti definitivamente messo da parte le speranze di una ripresa stabile dell’economia nell’area euro, e questo si traduce con un rallentamento della crescita (comunque presente) ed una diminuzione dei parametri ad essa associati.
Proprio a causa di questa incertezza, la Banca Centrale Europea ha deciso, nella riunione di giovedì 2 settembre, di lasciare invariato il costo del denaro, ormai fermo allo stesso livello da maggio dell’anno scorso.
Questa situazione di incertezza, anche se sembra un paradosso, è una condizione che premia i consumatori che hanno scelto un finanziamento a tasso variabile: i tassi attuali proteggono il capitale da restituire e, secondo le previsioni sui futures dell’Euribor, dovrebbero rimanere allo stesso livello ancora per molti mesi.